Tra aumento RCA e Amministrazioni in difficoltà

RC AUTO: aumento tariffe 2013Cambiano le tariffe delle RCA sulle auto come ogni anno e con i soliti aumenti deliberati dalle compagnie e ritocchi all’insù dei premi. Ma questa non è una novità.

Questa volta però, secondo quanto riportato dall’indagine trimestrali realizzata da facile.it, i ritocchi sono incredibilmente troppo alti, sia per gli automobilisti più virtuosi, quelli che occupano una permanenza nelle prime classi di merito, che per i più indisciplinati e neo assicurati. In generale diminuiscono i costi al Sud ma aumentano di quasi 11 %  al Nord, soprattutto per chi occupa la prima classe di merito. Premi in forte aumento a Firenze e Roma con incrementi a due cifre mentre molto si scoprono più convenienti per neopatentati e neoassicurati a Napoli. (-11.2%)

Un tentativo farraginoso e poco credibile per cercare di dare una risposta all’annoso e sempre più diffuso fenomeno, tutto meridionale, del falso contrassegno assicurativo o della totale assenza di copertura RCA

A livello nazionale le maggiori variazioni di prezzo verso l’alto si avranno a Bologna, Torino e anche Verona, mentre la corsa ai ribassi premia Palermo.

Non va meglio nelle Pubbliche Amministrazioni

Le PA -è di moda abbreviarle- non riescono a mandare a casa i dipendenti che hanno già maturato i requisiti per il pensionamento. Strano ma vero, nel paese che vanta un non certo invidiabile e triste primato, a livello europeo, di una tasso di disoccupazione giovanile al 46.5 % su base nazionale, i travet della pubblica amministrazione non vogliono andare a casa e chiedono di continuare a lavorare. Tutta colpa della facoltà concessa tempo fà, di chiedere una permanenza in servizio fino al compimento del 70° anno di età, suffragata da una recente sentenza del Tar Lazio, che ne difendeva i presupposti giuridici. riforma forneroA nulla è valsa la riforma Fornero che, seppure tanto contestata per non aver creato un solo posto di lavoro, prevedeva il collocamento d’ufficio al compimento della massima anzianità contributiva prevista dall’amministrazione. Molte delle richieste di conferma in servizio e proroghe biennali, sembra provengano da dirigenti e alti funzionari, che solitamente, come è tristemente noto in Italia, sono molto restii a lasciare la poltrona per il meritato collocamento in quiescenza.

 

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