La Grande Bellezza: Il capolavoro criticato dai Social

1Domenica 2 Marzo 2014: quindici anni dopo la storica passeggiata di Roberto Benigni sui seggiolini del Dolby Theatre per ritirare quello stesso premio per “La vita è bella”, l’Italia torna alla ribalta del cinema che conta con “ La Grande Bellezza ”. Pellicola sicuramente diversa e più particolare quella di Sorrentino, rispetto a quelle che siamo abituati a vedere nel Belpaese, caratterizzata da immagini impegnative ed una trama non sempre lineare. Tuttavia Mediaset, forte dei diritti acquisiti attraverso la casa di produzione Medusa, decide di trasmettere il film in chiaro su Canale 5 il giorno seguente, senza aspettare il solito giro di riedizione al cinema, Pay Tv, ed uscita nei vari formati dvd. Come era lecito aspettarsi, è record di ascolti, con quasi 9 milioni di persone (share del 36%) incollati davanti allo schermo per seguire le gesta di Jep Gambardella. Continua a leggere

Storie di spionaggio ordinario fra alleati

Gli usa ci controllano Continua come un tormentone il ciclone sullo spionaggio di stato da parte del dipartimento americano condotto dalla Nsa in collaborazione con gli inglesi di CCHQ, a scapito dei governi europei tenuti per almeno un decennio sotto scacco da una ragnatela, più che da una rete, di intercettazioni appositamente costituita e capace di salvare files contenenti comunicazioni, e-mail, telefonate, contatti, navigazione web, di chiunque.Non solo il cellulare della Merkel, ma adesso salta fuori che americani ed inglesi si erano agganciati alle dorsali di fibra ottiche che attraversano il nostro paese da sud a nord, Continua a leggere

Stragi in Congo: Quando la morte non fa notizia

foto morti congoSono giunto ad una conclusione in questi ultimi giorni, seguendo i twitter, siti web e versioni cartacee di quasi tutti i giornali italiani; mi sono reso conto che la condicio sine qua non per diventare grandi firme giornalistiche è smettere di essere giornalisti. Ci lamentiamo dei politici, del sistema politico corrotto, degli sprechi, dell’egocentrismo ma nessuno pensa alla decadenza mondana dei giornalisti nostrani. Nessuno ha la volontà di sminuire i fatti di Boston, Perché sono di una gravità imponente e perché ci sono comunque stati tre morti che senza dubbio potevano essere molti di più. Quello che contesto a questi “professionisti” è pero un atteggiamento diverso nei confronti di stragi molto più gravi sia umanamente che ne numeri. Pura onestà intellettuale. Continua a leggere