Siamo davvero noi i Padroni della tecnologia?

generazioni a confronto“I miei erano altri tempi!”, diceva la nonna quando voleva mettere in risalto le differenze tra la sua generazione (anni Venti ) e quella dei nipoti (anni Ottanta), che non potevano immaginare quanto e come tutto fosse cambiato.
” I miei erano altri tempi!”, affermano oggi quegli stessi nipoti, ormai adulti, quando si confrontano con i nati in quest’ era multimediale e multi-tutto. Se tra genitori e figli c’ e’ un abisso, figurarsi allora tra nonni e nipoti. Un buco di oltre sessant’anni da riempire con ricordi, esperienze e trasformazioni che si sono compiuti un po’ per scelta dell’ uomo, un po’ per fisiologica evoluzione della specie umana e di tutto il resto. L’ invenzione e lo sviluppo di cellulari, computer, tv digitali. Il passaggio del testimone dalla Signora Lira al Signor Euro. Il mutamento dei mezzi espressivi, di quelli di comunicazione e trasporto. In una sola parola: METAMORFOSI.
Le trasformazioni e le novità interessano e caratterizzano ogni aspetto della nostra vita. Si è innescato un meccanismo per cui tutto sembra essere sottoposto ad un processo inarrestabile di sviluppo e mutamento, compreso il modo di pensare di ciascuno di noi.
La mente umana fino ad ora ha dimostrato grande ingegno e raziocinio, ma a questo punto della corsa che sembra infinita, non sarebbe opportuno fare un pit stop per riprendere un po’di fiato?
Il rischio è quello dell’ “obesità catatonica” che grava sulla nostra società, ormai schiava abulica che tutto fa, tutto vuole e nulla stringe.generazionia confronto

Pensiamo ad una distesa di sabbie mobili dai confini non più definibili, che ci sta inghiottendo tutti, indistintamente. Siamo intrappolati come mosche, solo che la rete non è quella del ragno, ma di internet. Questa è nata originariamente come strumento in grado di facilitare lo scambio di dati. Successivamente è
diventata un comodo strumento per la comunicazione scritta e l’accesso ad una mole enorme di informazioni. Poi ancora ha consentito di agevolare affari e scopi produttivi oltre che pubblicitari. Oggi internet è il fenomeno, quello che domina e governa le nostre vite. Non ne siamo molto consapevoli, altrimenti manifesteremmo qualche tentativo di volercene liberare. E invece no. Ci piace e ci facciamo sottomettere sempre di più, pur consapevoli del rischio che corriamo, che facciamo correre ai nostri figli.

I nonni ci guardano esterrefatti e nulla possono a riguardo.

I genitori ci guardano incerti. Poi provano anche loro a tuffarsi nella rete, ci provano gusto, si rituffano e restano imprigionati, come noi, ultime generazioni che abbiamo colate d’oro tra le mani, ma non sappiamo cosa farne e lo sprechiamo, facendoci anche del male.
Non è una critica, ma il pit stop di cui si accennava prima.
Basterebbe giusto qualche minuto per rifletterci su.
Basterebbe dimenticare qualche volta il cellulare come dimentichiamo dove abbiamo parcheggiato l’auto all’uscita dal centro commerciale.anziani_e_internet

E poi ridere, parlare di più, essere più spensierati.
Farebbe bene a tutti. O forse no? Basterebbe passare dal “Tabacchi” a comprare un paio di francobolli e spedire una lettera nella cassettina rossa delle Poste Italiane.
Basterebbe guardarsi un attimo negli occhi mentre si viaggia insieme, uno di fronte all’altro, sul bus,  magari sorridendosi e scambiandosi qualche parola sul tempo che fa.

Basterebbe poco davvero.
Dovremmo essere noi a sfruttare la tecnologia, non LEI a sottomettere noi.

Be Sociable, Share!