Noi siamo la Resistenza…

partizanResistenza è la parola più “googolata” di oggi, 25 Aprile. Lo dice l’amatissimo Google Trends, per chi ha un sito o lavora con il web, si tratta di una conoscenza fondamentale! A parte questo, mi sono alzato stamane, con qualche riflessione su questa giornata, quanto mai significativa. Ma cosa vuol dire resistere in un paese e in una società che dovrebbe essersi “liberata”? Sappiamo tutti, cosa ha significato per i nostri nonni e per tutti coloro che erano a combattere nei monti, nascosti tra i meandri della Val d’Orcia o in qualsiasi altra parte d’Italia. Sappiamo anche dai loro racconti, più che dalla storia che ci insegnano a scuola, quello che hanno affrontato per liberare noi, i loro figli, nipoti e futuri pronipoti; tutta una società futura, un paese “nuovo”.

Non posso lanciarmi su analisi della deriva che la società può aver raggiunto in questi lustri post-liberazione, perché non sarebbe proficuo per nessuno. Mi voglio soffermare solo sull’importanza di “santificare”, scusate il termine decontestualizzato, questa giornata. Ma non pensate sia una visita ai vari monumenti o un impegnata più che impegnativa partecipazione a qualche incontro che ci permetterà di ricordare la brigata di Lupo Rosso e altri eroi.

Sono più dell’idea che mentre si trovavano nascosti in quei monti, prigionieri solo dell’oscurità, ma oltremodo già liberi interiormente, davanti ad un fuoco a parlare di cazzate o di futuro, ecco, sono convinto che pensassero anche a noi, “quelli che sarebbero venuti dopo”, e a come o cosa avremmo potuto fare noi per loro. Finalmente sdebitarci…

Impossibile ovviamente assolvere ad un tale debito….ma possibilissimo è ricordarli con una giornata spensierata. Tutto quello che avrebbero voluto è poter vedere un giorno un ragazzo, un giovane, il futuro di ogni generazione, correre spensierato, fare foto o fare l’amore in quei monti, in quelle case diroccate in cui tutti loro rischiavano la vita, dormivano poco e soffrivano tanto. Ci siamo, questo possiamo farlo. Andare nei luoghi che consacrarono i partigiani ad eroi, e contemplare le semplici cose che loro non hanno potuto vedere, toccare, assaporare.

albero cipresso

Trasformarsi nei loro occhi, nelle loro mani o nelle loro orecchie e ascoltare, toccare, osservare io che vi sta intorno….per loro…per ricambiare il favore; per ripagare il loro sacrificio donandogli il pezzo di paradiso da voi scelto. Sono sicuro che i vostri occhi saranno i loro e capirete che non vi siete mai sentiti così liberi come oggi…Nel giorno giusto per esserlo, un giorno di Resistenza

Nulla di impegnativo comunque, andate, scoprite, informatevi e oggi vivrete una giornata avulsa dalle stridenti contraddizioni della nostra società.. Sarete partigiani per un giorno, vivrete quei posti, da uomini già liberi, proprio come loro. Solo un giorno all’anno possiamo calarci nei loro panni, essere il loro totem nel futuro che hanno creato, Questa giornata! Ma ogni singola giornata libera, ogni singola domenica fuori porta, ogni maledettissima volta che ci sentiamo liberi,

accarezzati dal vento, o bagnati da un provvidenziale acquazzone estivo, svestitevi delle vostre preoccupazioni, dei vostri problemi e godete quello che i “nostri” partigiani ci hanno donato….

fumetto_partigiani

 

.Perché “nudi si è tutti più brutti e più veri, anche le belle fiche” (cit.)

Buona Liberazione a tutti……liberatevi

 

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