La tv dopo la novità del digitale non è poi così male

Master chef - programmi tv di successoLa tv odierna, quella del 2013 s’intende, possiede un vastissimo numero di canali gratuiti, come gli snack di un fornitissimo bar, e ce ne sono davvero per tutti i gusti.

Ma la domanda è: questa tv è da considerarsi davvero uno specchio della società attuale? Dei nostri bisogni, delle nostre necessità, della nostra fame intellettuale eccetera?

Certo è che di materiale trattato ce n’è molto, partendo dalla pole-position in ordine decrescente si può vantare di: angolo cucina veloce, Benedetta Parodi docet sezione cake-design; cake-fantasy; fabbriche, re e regine del cioccolato; corsi make-up; canali di shopping; lezioni di stile; gossip-talk-show; lavoro a maglia; giardinaggio; stramberie di qualsivoglia tipo e genere e così via, si potrebbe continuare all’infinito….

Anzi, per i più curiosi teledipendenti non basterebbe una giornata solare per dedicarsi allo switch! da telecomando. The Voice- i giudici

Tuttavia e malgrado tutto, questo vuole essere un generico articolo di apertura sulla televisione, che cerca di analizzare il rapporto con quest’ultima proprio come fosse una presenza costante nelle nostra vita (per chi più e per chi meno).

Pertanto, dopo aver preso in considerazione la vastità e la varietà delle proposte mediatiche, viene da chiedersi: ma la qualità? Quest’ultima, oggettivamente, non è mai dispersiva. L’unico fattore che ci viene in aiuto è la

presenza di molti programmi o trasmissioni simili su canali diversi, cosa che ci consente di scegliere – più o meno liberamente – l’approfondimento ritenuto migliore, il documentario più accurato, i consigli più efficienti, le assurdità più divertenti. Naturalmente ciò viene detto tenendo conto anche di quella minoranza che vede nella tivù l’incarnazione di tutto il male e la spazzatura possibile. Ma non mi sento di dar torto a nessuno nelle sue buone ragioni. Ci si può  affezionar a uno – al massimo tre – canali o programmi reputati di discreta qualità, senza che si venga bollati come Teledipendenti. Ad ogni modo

, quale che sia l’approccio sociologico allo schermo multicolore, l’ultimo dilemma da porsi rimane: oggigiorno abbiamo davvero bisogno di un surplus quantitativo che rischia di apportare troppo, con qualità discutibile?

Cake design  con Renato

Oppure la reale necessità è l’esigenza di andare oltre?

 Sarà mai possibile andare oltre la tv rimanendo fedeli alla tv? Agli astanti la risposta.

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