La musica Indie-pendente italiana è in salute

lo stato socialeSul Maniaco non si parla tanto spesso di musica, molto male. Mi sono detto: “meglio rimediare”. Perciò eccomi qui…

In realtà è stato uno stream of consciousness, partito dal “stasera rispolvero la vecchia chitarra” al  “cavolo ma non sto scrivendo di musica da uno sproposito di tempo.

Argomento: La rivoluzione nel mondo della musica indipendente italiana.

Qualcuno di voi ancora non lo ha capito?! Non penso proprio, sarete sicuramente dei lettori più svegli e tecnologicamente aggiornati di me; comunque ne voglio parlare un po’, tanto per riprendere confidenza con la tastiera del mio povero pc.

Ci sono ormai un numero considerevole di gruppi che vengono definiti, alquanto superficialmente dalla critica, Indie. Prima di iniziare, voglio precisare che la musica indie è un genere che nel mio modesto parere non ha molto a che vedere con nessuno di questi  gruppi, ma semplicemente viene utilizzato per definire gruppi indipendenti (la grande fantasia dei critici compaesani) seguiti da piccole realtà discografiche e che si fanno lo stivale in lungo e largo da anni ormai, riuscendo a ripagarsi a malapena la benzina. Ecco.

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E’ finalmente finita, viva iddio, la dipendenza della scena musicale italiana, dalle Major che non riescono più a produrre nessuno con una minima parvenza di talento, ma solo fenomeni da baraccone, provenienti da talent(?), anche’essi ridotti ad una gara a chi tira la nota più alta,anche se non intonata, anche se calante, basta sia LA PIU’ ALTA!

Adesso, si sta viluppando un nuovo modo di creare consensi e avvicinare ascoltatori, ovvero l’utilizzo di social network e youtube, che stanno aiutando molto la scena musicale indipendente nel raggiungere un certo livello di partecipazione e di iniziati. Ora, non si deve pensare che basta solo farsi dei video ’fighi’ e pubblicità su facebook, per essere amati. Qui si parla di social utilizzati semplicemente per creare qualcosa di più umano, non futili messaggini o selfie.

Si tratta di creare un vero e proprio legame con in propri fan, raggiungerli e ascoltarli. Un vero e proprio filo diretto tra dei semplici appassionati di musica e i loro beniamini, che scendono da loro palco immaginario e arrivano sotto, nel bel mezzo del pogo, a rompersi spalle (Aimone Romizi – FASK ndr), calpestare persone e distruggere cavi dei microfoni.aimone romizi fask live

Questa alchimia che si viene a creare tra amanti delle musica, divisi palco di legno o ferro, viene riportata nei testi di tutti questi ragazzi che descrivono, in una sorta di osmosi, la trasposizione dei pensieri, inquietudini, giornalieri impegni, inutili convenzioni sociali e persino corposi manifesti di pensiero di chi sta sotto il palco,a sudare e a divertirsi solo per la musica. E’ questo la potente arma nelle mani di questa nuova ondata di gruppi emergenti, l’inversione dei ruoli, anzi la perfetta fusione tra i due ingranaggi che fanno davvero crescre il movimento musicale. Ed è così che si crea una rivoluzione musicale necessaria al nostro paese ormai drogato di donnette e metrosessuali, perlopiù indecenti, con voci studiate a tavolino e musiche costruite con le basi di Garage Band. Si costruisce un successo basato sulle solide fondamenta dei live, imbastiti nelle locations più disperse, sconosciute, piccole, ma affrontati sempre con lo stessa passione, con lo stesso cuore, senza fare i preziosi senza essere snob.

Questo è tutto quello di cui abbiamo bisogno in un mondo in cui ormai nessuno compra musica analogica, in cui il sound di ogni gruppo s’impara a conoscere e si contempla nel religioso caos del pogo e dell’impianto che esplode, nei grandi Festival gratuiti in cui i fan vengono trattati come fossero un n-esimo componente de gruppo, uno di  cui fidarsi e da cui si può solo imparare.

Mi piace pensare che si possa fare carriera, diventare qualcuno, suonare negli stadi, senza essere degli sbruffoni, incapaci o narcisisti ma cercando di essere ogni giorno più, semplici, più diretti e soprattutto riconoscenti verso chi ha permesso tutto questo, cioè noi tutti.

E se pensate che una volta raggiunta la notoreità, si debba per forza cadere nel mainstream, dico un cosa soltanto:xIMG_4300

” Fate una cosa bella, ma bella davvero:

 la prossima volta che dite una stronzata ammazzatevi da soli

Lo Stato Sociale

 

 

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