Il Cinema dice addio alla “vecchia” pellicola

original_nuovo-cinema-paradiso

Nuovo Cinema Paradiso

Non so a voi, ma a me entrare in un cinema fa sempre un certo effetto, a prescindere dal film che sto per vedere. Potrebbe essere una commedia simpatica come un colossal Hollywoodiano, ma io sono sempre elettrizzato: almeno lo ero fino a qualche anno fa!

Quando entravo nei buon vecchi Cinema Odeon, Italia o Garibaldi e vedevo quell’unica sala, minuscola o immensa che fosse, io mi sentivo davvero rilassato. Non mi balenava nemmeno un secondo l’ipotesi che stessi buttando via un venerdì sera o stessi spendendo quei già pochi soldi che mi davano i miei genitori.

Oggi, appena entro in uno di quei giganti vuoti definiti cinema Multisala, mi sento morire.

Aborro l’idea che si possa andare al cinema e scegliere da una lista che film vedere, come se si fosse ad un ristorante, con il menù davanti, in attesa di una rivelazione divina che ci indirizzi nella scelta. Muoio dentro ogni volta che esce un film in 3D. Scendo difficilmente a patti con l’idea che non possa più sentire il rumore soave della pellicola, l’audio analogico della cinepresa.

Eccomi al fulcro dell’articolo. Questo è l’ultimo anno della pellicola! Dal 2014, tutti i film saranno esclusivamente su supporto digitale. Per i piccoli cinema di provincia o estivi, i costi da sostenere per la proiezione in digitale non sono affrontabili e tutti sono destinati a chiudere i battenti. Inizia la rivoluzione digitale, così ci hanno detto. La pellicola è sorpassata, si rovina, è troppo pericolosa. Così ci hanno detto. Il 3D è il futuro, i grandi registi saranno quelli che sapranno sfruttare al meglio le potenzialità dell’animazione e degli effetti digitali di ultima generazione. Continuando a dirci così.

avatar-pocahontas

la storia di Avatar, non è molto simile a la trama di Pocahontas?

La realtà è che il Cinema vero sta scomparendo e lo fa ogni volta che David Cameron fa un film. Scompare quando ci si emoziona per un film che non ha una storia e se ce l’ha è copiata da mille altre, che non ha un sceneggiatura o addirittura utilizza solo scenografie computerizzate, finte e indecenti. Perché diciamocelo, ormai quel che conta è che ci siano quelle “figate di effetti” e che usciti dalla sala i commenti più gettonati siano: “wow, ci sono rimasto male quando il protagonista sembrava mi venisse addosso”.

Sono, e lo sarò sempre di più, un nostalgico di quel lento scorrere di pellicola, di quei rumori meccanici ma dolci, che ti cullavano, di quell’audio balzellante, che mi ricordava la musica in Vinile. Nonostante questa dittatura del digitale che si profila, sono fiducioso che morto il supporto, non morirà un certo modo di far cinema, fatto scenografie e costumi studiati, di dialoghi intensi; Storie che ti fanno riflettere. Racconti che ti segnano e ti fanno vedere il mondo e la tua vita sotto un’altra prospettiva. Insomma la mia fiducia è che registi come Quentin Tarantino, i fratelli Cohen, Afronofsky, Fincher, Soderbergh e Scorsese continuino a fare film da paura, infischiandosene degli “effetti fighi” o utilizzandoli solo se subordinati alla fruizione massima dell’idea alla base del film: Il caso di “The Inception”.

grindhouse-behind the scenes

Grindhouse – Scambio di opinioni tra Tarantino e Kurt Russel

 

Devo smetterla di guardare Grindhouse, quella pellicola usurata mi scalda sempre il cuore

 

Be Sociable, Share!