Giornalismo libero di raccontare: Gazebo insegna

Operativi-gazebo-1Non so voi, ma a me il sistema dell’informazione in Italia comincia a stancare. Ogni giorno l’attenzione mediatica si concentra su un qualche evento caldo, un hot spot, che in quel momento per contingenze di spazio ma soprattutto tempo, porta più ascolti. Tutto è fondato sugli ascolti. Tutti i telegiornali ormai mi appaiono come i programmi del pomeriggo: Quando ero pischello c’era il mitico Cucuzza, oppure la Parodi su Canale 5, ora c’è barbara D’urso , ad evidenza, la principale causa di questa involuzione dell’informazione e del giornalismo. C’è un ultimo balurado, o uno dei pochi rimasti, d’informazione libera dalla logica del “concentrazione mediatica”, un programma unico!

Pochi giorni fà volevo scrivere su un argomento di questi che ora non “vanno più di moda”, ma poi Zoro e la bandaccia di Gazebo, mi hanno preceduto….facendolo con l’immediatezza che può essere solo dei video reportage. Un articolo sarebbe superfluo a questo punto, così ho deciso che l’opinione del Maniaco stavolta sarà affidata al genio di questo gruppo di ragazzi. Ecco il video-reportage “da Gorizia a Lampedusa”

La commozione di quel pescatore, la sua tenerezza e il suo coraggio, valgono più dei millemila commenti razzisti individualisti  di quei ignoranti a cui Facebook, purtroppo, ha dato il diritto di parola in una piazza pubblica digitale. Un bel momento di giornalismo.

Spero che tanti di voi che seguite il Maniaco seguiate già questo programma televisivo davvero ben fatto. Si chiama “Gazebo”, è condotto da un giornalista-blogger che io personalmente segui da molti anni, per motivi di fede calcistica: aveva una blog qualche hanno fa in cui sfogava tutte le frustrazioni, le perplessità e le insoddisfazioni del tifoso romanista, sempre in bilico tra inferno e paradiso, un giorno campioni il giorno dopo cialtroni. Un sentimento che solo chi è romanista può capire. Poi scoprì che questa rubrica calcistica, Kansas City 1927, era solo un passatempo, una processo del lunedì alla romanista per Diego Bianchi, in arte Zoro, che invece aveva creato già dal 2003,  un blog personale, dove con articoli prima e poi sempre più con video [l’indimenticata e indimenticabile rubrica Tolleranza Zoro ndr], cercava di raccontare la politica, la cultura e la società di costume italiana. Da subito il suo stile, la sua teatralità mi spiazzarono in positivo. Aveva una fantasia nelle sue clip, c’era una sceneggiatura ben studiata dietro e anche le  scelte di “regia” erano particolari. Dialoghi tra lui e il suo alter ego di fede PD, quello agli albori, quello di Veltroni per capirsi…. mi piaceva il suo talento naturale di comico, sua pungente ironia e poi da non tralasciare la sua competenza giornalistica, tutto arricchito dalla naturalezza del suo parlare e del suo pensiero. Questa naturalezza lo ha portato ad creare un genere mediale di comunicazione, ovvero l’inchiesta in video-soggettiva, poi utilizzata anche da Pif con il suo “testimone” e che oggi grazie all’eco della televisione nazionale lo sta portando alla ribalta. TV: RAI; PARTE 'GAZEBO', CONDUCE ZORO

Se vi capita, ogni Domenica e Giovedì, in seconda serata, per tutto l’autunno, Diego e la sua troupe vi aspettano su Rai 3. Per quelli che sono già fan e followers, beh…vi consiglio di andare a ripescare i video passati e magari mandare i vostri commenti a Dieghito o al suo programma usando twitter e l’ashtag #gazebo ….chissà che non finiate sulla Social Top-Ten

 

 

 

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