Fiom in piazza per costruire non per distruggere

18052013171C’erano anni in cui le manifestazioni erano un occasione di ritrovo e di allegria oltre che il mezzo più efficacie che i cittadini possedevano per far sentire i propri umori e dissensi con le decisioni politiche dellla politica.  A quel tempo, anche gli stessi politici seguivano la voce della piazza, con forte interesse, per cercare di capire dove avevano potuto sbagliare e cosa si poteva fare per “ascoltare” i cittadini.  Ecco, l’in-capacità di ascolto è l’emblema della classe politica di oggi. O meglio non c’è volontà di ascoltare i cittadini e in questo caso i lavoratori: è questo che incrementa sempre più il distacco tra politica e paese reale!

La manifestazione della FIOM del 18 maggio 2013 è l’ennesimo grido di aiuto di una categoria che ha sempre mandato avanti l’italia, permesso all’industria italiana di crescere e che in cambio chiede solamente che siano rispettati i loro diritti stabiliti in Costituzione. Scrivo un articolo solo per cercare di farvi riflettere sull’importanza vitale di vincere l’idea che queste manifestazioni non servano a niente! O peggio ancora all’idea diffuda che si tratti solo un’occasione di ritrovo per nostalgici del comunismo, che si ritrovano per fare una “zingarata” a Roma.

Tutt’altro. lo dice anche Landini dal palco:“Noi oggi non siamo solo qui a protestare, a dire che le cose non van bene. Siamo qui ad avanzare delle proposte. le metalmeccniche e I metalmeccanici, non hanno mai guardato a difendere i propri interessi ma hanno sempre avuto la capacità di offrire anche un  progetto, per cambiare questo paese, per un interesse generale”

Qui si parla di operai che manifestano di Sabato, non vi sembra strano? Gli Operai Fiat come altri, non sciopereranno più, e questo perchè non hanno più la liberta di scioperare. Non so quanti di voi lo sanno, ma con le ultime modifiche all’intero sistema del diritto del lavoro,Maurizio-landini-fiom gli operai hanno perso diritti che per i lavoratori di altri settori sono scontati. Datemi retta, vengono i brividi. Siccome non sono un esperto in materia, mi affido ad un uomo che non ha studiato molto, ma che ne sa tanto: Maurizio Landini, Segretario Nazionale della FIOM, che dal palco, senza preambli va subito “all’osso” della situazione: “hanno proprio cercato, se ci pensate, di usare la crisi proprio per cancellare i diritti – continua Landini – hanno cancellato l’articolo 18 (licenziamento per giusta cusa e il reintegro), hanno modificato l’articolo 8 (possono discriminare gli operai per la loro appartennza sindacale e per le idee politiche) e  hanno cancellato i contratti ( nazionali unici, permettendo quelli aziendali in deroga, quindi peggiorativi) – e aggiunge – hanno tentato di mettere in contrapposizione chi aveva un lavoro e chi non ce lo aveva”.

Non posso elencare tutte le proposte che Landini ha fatto al governo, alle parti sociali e agli imprenditori. Ne ha fatte tante, proprio per chiarire che FIOM non distrugge sempre ma cerca di creare, proporre. Per questo vi invito a vedervi il discorso del Segretario Fiom. Un intervento che va ascoltato senza pregiudizi,con oggettività,  vi assicuro che vi darà molto da riflettere. Questo il video completo.

Non finisce qui. Non può finire qui. Voglio continuare a concentrarmi sulle parole, le idee, le critiche spesso costruttive, che sono rimbalzate verso noi pubblico, dal palco di Piazza San Giovanni e che mi hanno fatto sentire fiero di essere lì, per sostenere gli operai ma soprattuto a titolo personale,come giovane inoccupato che lotta perchè il proprio paese investa sul suo futuro; e lo fa con gli unici mezzi rimasti: manifestare e votare

Tra i numerosi interventi, sono stato piacevolmente copito dalla forza e dall’impeto delle parole di Fiorella Mannoia. Parla leggendo, ma è comunque efficace. Affronta temi che più la toccano da vicino; la cultura, lo scuola e gli sprechi incomprensibili della politica: “senza la scuola, senza la ricerca , senza la cultura, mi domando, che futuro possiamo avere? [...] io non ho gli strumenti per dire come ripartire , faccio un altro mestiere , ma penso che una buona partenza sia quella di ridare una speranza, ritrovando quela passione per il bene comune, per i cittadini che oggi si sentono soli, traditi, non ascoltati”.

Vorrei chiudere con Gino Strada. La persona che più di ogni altra riesce sempre a raggiugere il nervo intramuscolare della situazione. Una persona, un cittadino come noi, che ha sempre lavorato per gli ultimi, per i diversi, lontano dall’egoismo che molti dicono essere connaturato nella razza umana. Gino è la dimostrazione che ciò non può esserela verità, ma solo un ignobile nascondiglio in cui noi ci rifugiamo per comodità, per ingannare noi stessi. Con la schiettezza di sempre, Gino Strada parla di uguaglianza, questa parola che sta sparendo, sempre più, dalle coscienze di molti italiani:

“Io sono nato nel 1948, hanno in cui fu dichiarata, firmata, approvata la dichiarazione universale dei diritti umani. Si dice, in quella dichiarazione , che il fondamento dela libertà, giustizia e pace nel mondo sta nell’uguaglianza in dignita e diritti di tutti i cittadini. Ma è così oggi, in italia? tutti i cittadini sono uguali in dignità e diritti? Hanno avuto quarant’anni per mettere in pratica la nostra costituzione e quella dichiarazione…e ne hanno fatto scempio…e noi siamo ancora qui a reclamare quella cose, e io inorridisco quando sento parlare di rivedere una costituzione che non è mai stata applicata che non è mai stati rispettata. E credo che i responsabili di questo abbiano perso qualsiasi legittimità anche solo di aprire bocca su questi argomenti!” – poi però un grido di speranza, Gino lo trova, nonostante tutto:

“Non dobbiamo perderci d’animo anche se la situazione è drammatica[...] dobbiamoincominciare a preparare il futuro. dono convinto che un grande cambiamento è possibile. Loe é ancora!”

Pausa di riflessione. Asciugo le lacrime e la finisco qui. Piangere è sempre stato simbolo di redenzione, simbolo positivo. Rialziamoci e manifestiamo, ne va della nostra vita!

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