Amministrative ’15: Se non voti non scegli

Elezioni-comunali-2015Non so se ve lo hanno detto o se ne avete sentito parlare da qualche conoscente o parente, ma in alcune regioni e comuni italiani si votava per l’elezioni Amministrative questo fine settimana appena passato. Lo so cosa avete pensato: “ma si può sempre mettere delle votazioni durante i ponti festivi?, che mi tocca posticipare la partenza o anticipare il ritorno per votare o peggio devo rimandare tutto a……” –  Aspetta un momento, siete tornati vero? Ho visto i risultati ma l’affluenza no, perché mi fido di voi….…AH, 53%….BENE!

No per carità, le vacanze sono sacrosante, dopo il duro lavoro ci deve essere il meritato riposo. Ma vi siete mai soffermati a pensare al perché in quei giorni, più precisamente il 2 giugno, sia festa? Ciò che vi ha permesso di partire con la macchina colma di cibo e giochi da spiaggia è la festa della Repubblica, giorno in cui, ormai 69 anni fa, molti italiani come voi sono stati chiamati a decidere le sorti del proprio stato. Sarebbe rimasto il re o saremmo passati al forma di governo del popolo (demos- popolo; -cratos potere) per antonomasia??

Pensate un po’ a cosa sarebbe successo se i vostri nonni o bisnonni avessero pensato ad andare in vacanza piuttosto che andare a votare, come avete fatto voi: “che cosa noiosa e che perdita di tempo è votare, avete proprio ragione, io domani prendo la mia bicicletta e vado ad Ostia, mangio, bevo e mi riposo, tanto che vuoi che cambi il solo mio voto”. Pensate se, ad una votazione così importante, per giunta a suffragio universale, i vostri nonni avessero pensato questo.

E che loro non avevano il diritto di prendersi un paio di giorni di ferie?

Beh… forse in quel caso il diritto dovere di votare per stabilire quale forma di legalità ripristinare dopo il trentennio più brutto della storia dell’Italia unita e anche di quella pre-unione, ebbe il sopravvento sul riposo delle membra sul far dell’estate.

E invece oggi chi ha vinto è proprio il menefreghismo di questo popolo, un popolo che vuole solo diritti ma non doveri, un popolo che lascia agli altri, i pochi, la briga di decidere anche per lui. Salvo poi lamentarsi di come le cose vengano fatte, o delle decisioni che vengono prese lassù ai piani alti. Ecco, ci lamentiamo, protestiamo ma non proponiamo ne facciamo nulla (un pò il modus operandi del M5S). Probabilmente fate parte di quelle persone che da ragazzi, quando a scuola la maestra tirava fuori il libro di Educazione Civica quello era il segnale che si poteva uscire, come accade per le ore di religione: “non ci credo, quindi perché devo rimanere in aula!?” e andavano fuori a fare gavettoni o a dare due calci ad un pallone.Giornale_Nascita_Repubblica_350

Perciò non lamentatevi se l’ospedale vicino casa vostra è mal organizzato, se è a secco di personale o se dovete aspettare anni per un visita che dovrebbe essere di routine. Non vi lamentate se le strade sono piene di pericolose trappole mortali o se i treni che prendete per andare a lavoro sono i più cari d’Europa con un servizio tra i più scadenti o se il vostro treno è sempre in ritardo. Non vi lamentate se i musei non sono gratis, se tutte le attività culturali sono a pagamento. Non vi lamentate poi se le la vostra industria da centinaia di operai sta riducendo il personale, e forse a farne le spese sarete voi o vostro padre. Non vi lamentate di tutto ciò perché non ne avete il diritto, VOI NON AVETE DECISO.

Voi siete stati chiamati al vostro Dovere/Diritto sacrosanto che vi permette di far confluire la vostra volontà nel flusso che da origine alle decisioni, alle leggi di una regione che è lo stato a livello locale e siete andati al mare o peggio siete rimasti a casa davanti alla TV. Chi pensate che lavori per rendere migliori i servizi appena citati?! Il governo? raramente, le società private o ad interesse pubblico!? Nossignori , sono tutte materie su cui ha sovranità l’Amministrazione regionale e locale in genere:

non solo lasciate che ce lo infilino nel culo, ma dopo vi lamentate se brucia!

Bene questa è l’Italia che meritate, se non votate! Niente servizio d’emergenza all’ospedale, niente medico di famiglia, nessun abbonamento scontato dei treni, nessun investimento nella cultura e soprattutto nessun diritto per l’operaio che viene licenziato perché la sua fabbrica è in crisi, magari perché la regione non paga i servizi ricevuti o gli appalti commissionati o non lavora su di una politica industriale locale.

Vi riporto un bel articolo del presidente della Giunta toscana Enrico Rossi, che vi dovrebbe farvi capire, al di là dell’appartenenza politica a questo o quel partito, cosa deve affrontare un’amministrazione regionale ogni giorno e vi prego di pensare seriamente a questo come un esempio di una persona oltre che politico, come ce ne saranno altri, in altre regioni di altri schieramenti, che fanno questo perché la maggioranza ha votato lui, il mio amico ha votato l’opposizione, mio zio un partito di minoranza ma tutti abbiamo VOTATO.

“La campagna elettorale è stata lunga e a tratti faticosa. Intrecciata anche a impegni amministrativi. Ho seguito le crisi drammatiche di due aziende. La People Care e la Smith Bits. Due casi emblematici del capitalismo che distrugge il lavoro. Un call center con oltre 400 operaie esterne con contratti precari in scadenza e senza nuove commesse. Un’importante industria produttrice di punte escavatrici assorbita da un grande gruppo di servizi petroliferi che ha deciso in tronco di mandare a casa 250 operai specializzati” [da: Huffington post]

Ti è venuta la voglia di votare adesso???

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